domenica 9 agosto 2020

MONUMENTO AL SIGILLO CHE RAPPRESENTA LO STATO DI MONGOLIA

Il monumento "Sigillo di Stato" è stato costruito nel giardino retro del Palazzo del Governo con la gigantesca tigre posta al di sopra a guardia del Sigillo, con incisioni sui quattro lati la raffigurazione dei vari timbri di stato delle varie epoche della storia della MONGOLIA. Un’ incisione da un lato che rappresenta l’Impero Mongolo, un lato è inciso il timbro del Regno di Bogd Khaan, da un’altro lato è inciso il timbro che rappresenta la Repubblica Popolare della Mongolia costituita nel 1924 e il timbro della Mongolia approvata con la costituzione del 1992.

E  sul fondo di granito sono stati incise le (168) raffigurazioni dei timbri delle varie Tribù all'insegna del totale rispetto e sacralità.



Foto di Mr. Tulgaa.   Grazie Papà! 


domenica 15 settembre 2019

Altan Ovoo, Shiliin Bogd e Tooroi Bandi - Dariganga, Mongolia

Altan Ovoo* è uno dei vulcani spento da tempo e si trova vicino al centro di Dariganga Sum, Sukhbaatar Aimag (provincia di Sukhbaatar) e si trova al livello dal mare a 1354m. Questo posto è conosciuto anche come "Dari-Ovoo" e "Altan Dari Ovoo".

*Ovoo - sono i santuari, a forma di piramide formati da pietre, al centro un palo in legno fasciato dalle sciarpe blu, bianche e gialle (khadag), secondo le credenze, rappresentano i spiriti della natura.  

Altan Ovoo*

A 60 km a sud est di Dariganga sum, Sukhbaatar aimag, a 1778 metri dal livello dal mare, ci sono circa 200 vulcani spenti su questo altopiano di Dariganga, il più alto è il monte Shiliin Bogd. Il nome Bogd Uul fu successivamente aggiunto da influenze buddiste e fin dall'antichità, i mongoli lo chiamavano "Shiveet Shil" o "Agshuun" e lo adoravano come una monte sacra della steppa.  Questa montagna è la principale dal culto della gente del posto che abita nella parte meridionale di Sukhbaatar Aimag. 

E si dice che lo spirito di un uomo si rinasce, quando sale sul monte nel momento del sorgere il sole.

Monte Shiliin Bogd (foto da mn.wikipedia.org)


"Tooroi Bandi"

Tooroi Bandi (il "Robinhood della Mongolia") è una figura storica del XIX secolo, della provincia di Sukhbaatar, un brigante bandito che prese di mira i carri delle tasse governative e i governanti imperialisti della Manciuria. Era famoso per la ridistribuzione della ricchezza, rubando i cavalli e bestiame da fonti più ricche e dandoli a coloro che avevano meno. La sua reputazione lo ha reso così popolare che la gente del posto lo ha aiutato a fuggire dalla prigione ben due volte!
Alcuni mongoli si recano in pellegrinaggio nella città natale di Tooroi Bandi e rendono omaggio all'area in cui si nascondeva, intorno ad Altan Ovoo e alla montagna di Shiliin Bogd.

Tooroi Bandi o Nanzad, nacque nel 1834 in un luogo chiamato "Budariin Chuluu". Nanzad era un uomo di etnia "Tsahar" e negli anni '60 dell'Ottocento era un uomo ben noto non solo nelle otto contee, ma anche in tutto il Khalkha* (Khalkha* - Popolazione che rappresenta la maggior parte degli abitanti della Mongolia). 

Non c'e niente di scritto su di lui, ma ci sono molte vecchie leggende. 
Fin dalla età adolescente, è cresciuto in povertà con sua madre, e quando ha raggiunto età matura, ha guadagnato il rispetto e l'amore della gente della regione, condividendo il bottino di guerra contro ricchi principi e commercianti stranieri. Era anche un cantante di talento. Nanzad, nella vecchiaia viveva a "Budariin Chuluu", "Tavan Tolgoi" e "Shart Khad" e morì nel 1904. 

A 6 km a nord est del Lago Ganga, è stata eretta una statua di Tooroi Bandi su una delle piccole colline di "Tsagaan Ovoo". La statua raffigura Tooroi Bandi seduto con le mani sulle ginocchia tenendo con la mano sinistra una tazza, nel monumento ci sono anche un cappello, una pistola e una borsa accanto.
    

Statua di Tooroi Bandi, presso "Tsagaan Ovoo"*
 


*Le foto sono scattate da mio padre durante il viaggio a Sukhbaatar aimag, Mongolia. 
Grazie Papà. 



giovedì 6 settembre 2018

Poesia della Mongolia: Ch. Chimid “Sono nativo della Mongolia”

Ch. Chimid  

“Sono nativo della Mongolia” (1945)


Sono nato nella casa di un pastore della steppa

Il fumo del focolare profuma nell'area

La steppa è la mia terra fertile 

Penso che questa sia la mia culla.


Mentre guardo l'orizzonte con orgoglio

E la vasta steppa del mio paese come una nebbia azzurra,

Il vento della mia terra soffia come accarezzarmi,

Nel pensare, come fosse la mano di mia madre sfiorarmi, mi commuovo e

Le lacrime di gioia riempiono i miei occhi... 


Tradotto dalla lingua mongola: Tulgaa Bayantuul

lunedì 18 dicembre 2017

The Eagle Huntress Story by Asher Svidensky's Photography



La storia di una giovanissima addestratrice di Aquila della Mongolia - Le foto che hanno resa Aisholpan la celebrità mondiale.

Check out the story of Aisholpan - a very young eagle huntress of Mongolia.

http://www.svidensky.com/projects/the-eagle-huntress

domenica 19 marzo 2017

Bogd Khaan's Gher

Bogd Gegeen's Gher

Foto: dal Libro “Mongolian Fine Arts and Crafts”,1986-88 UB Mongolia 

Bogd Gegeen's Gher covered with 150 pcs of snow leopard

Bogd Gegeen's Gher - Toono 


 Throne of the King and the Queen


lunedì 28 marzo 2016

I. RACHEWILTZ - THE SECRET HISTORY OF THE MONGOLS


Description

The Secret History of the Mongols: A Mongolian Epic Chronicle of the Thirteenth Century is a shortened version of the three volumes of Igor de Rachewiltz’s similarly-titled work published by Brill in 2004 and 2013. 
It includes the full translation with a few notes, but omits the extensive introduction explaining the nature and origin of the text, the detailed commentary concerning linguistic and historical aspects of the text, and the exhaustive bibliography of the original. Included are the genealogical table and two maps from 2004, a shorter version of two indexes, and a very brief list of works cited.

Publication Date

12-2015

Publisher

Igor de Rachewiltz

City

Canberra, Australia

Keywords

Mongolian language, 13th century, Genghis Khan, Ogedei Khank, Mongols History, China History, Yuan Dynasty 1260-1368

Disciplines

Asian History | East Asian Languages and Societies

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Source: http://cedar.wwu.edu/cgi/viewcontent.cgi?article=1003&context=cedarbooks