giovedì 8 aprile 2021

Poesia della Mongolia: "Le Quattro Stagioni dell’Anno" - D. Natsagdorj (1935)


 D. Natsagdorj (1935)

"Le Quattro Stagioni dell’Anno"

 

LA PRIMAVERA

Sotto il cielo azzurro arrivano mille primavere

Nella bella Mongolia arriva una dopo l’altra,

Con l’inizio della primavera, il cuore delle genti si apre,

Con il germogliare delle erbe, le mandrie pascolano felici.

            Con l’avvicinarsi del sole, le nevi si sciolgono

            Il mondo si rinnova cambiando il colore,

            Con il germogliare degli alberi, i bambini gioiscono

            Un uomo anziano, ha sensazione di essere ringiovanito.

Le oche selvatiche arrivano e cominciano a cantare

Il pastore ascolta il canto della primavera,

Dalla montagna scorrono i ruscelli e torrenti

Gli agnellini e capretti belano attorno alla gher, e si aggiunge al canto della primavera.

            Il vento fresco e gentile riempie il sospiro

            Il passato risveglia i pensieri nascosti,

            I cuccioli delle mandrie riempiono il villaggio,

            Il bimbo appena nato, fa gioire i suoi genitori.


L’ESTATE  

All'inizio di un bel’estate

Nella meravigliosa monte di Khangai

Quando il cuculo comincia a cantare

Questo mondo quanto è bello.

            Miraggi della steppa verde spinge verso l’orizzonte,  

            I cavalli nitriscono e galoppano verso la terra nativa,

            I boccoli dei fiori abbelliscono il mondo,

            I giovani si commuovono e pensano gli uni agli altri.

Le meravigliose montagne e l’acque limpide come l’armonia perfetta dell’estate,

Con l’incominciare del Naadam - la festa della Mongolia

La voce dei bimbi riecheggiano nelle valle,

I cavalli vincenti del Naadam vengono ammirati da tutti.

            Nelle vaste pianure, le melodie delle feste continuano riecheggiare

            Nella steppa, cinque tipi di mandrie pascolano liberamente,

            L’odore dell'airag profumano dalla porta di ogni gher

            Così gioioso, e così felice di stare in estate.


L’ AUTUNNO

Il sole d’autunno splende su di me e su di te

Fa vibrare anche il cuore delle genti,

Le alci e i cervi pascolano sulle montagne

I bovini e gli yak si scontrano e i pastori si intrattengono.

            Le sottile nuvole bianche muovono nel cielo

            I giovani vanno a studiare in luoghi lontani,

            L’acqua trasparente dei fiumi  scorrano silenziosamente

            La luna sorride e racconta in nascosto le favole amorose.

Quando le gelate mattutine brillano al sole come le perle,

I cavalli legati all'albero fuori della gher, cominciano a tremare,

Quando il padrone di casa va presto al mattino a cacciare la volpe

La moglie e i figli preparano la cagliata e lo aspettano. 

            Quando soffia una leggera brezza tra l'erbe e gli alberi,

            I vecchi e giovani emozionano con i pensieri,

            Quando le foglie ingiallite dei alberi cadono una ad una

            La tristezza nel mio cuore viene di tanto in tanto.


  

L’INVERNO

Quando il vento freddo soffia penetrante

Le montagne del mondo dorato si coprono da una coltre di neve argentea,

Le stelle nel cielo d’inverno brillano come scintille chiare,

Nella steppa, si sente il canto di un viandante.

            La nebbia fitta avvolge le cime delle montagne,

            L'ampia conca della valle abbaglia lo sguardo,

            Quando gli mandrie tornano dal pascolo

            Il giovane pastore richiama la sua mandria con un fischiò.

Il freddo delle alture cosi gelide e gelide,

Ma gli occhi dei giovani mongoli brillano,

Sotto l’orso minore nel cielo, accanto ad un lume

I vecchi accendano il fuoco e scambiano le parole sagge.


Le quattro stagioni dell’anno: l’inverno, la primavera, l’estate, e l’autunno

Fanno l’amicizia con le montagne e con l’acqua, con il sole e con la luna,

Le persone salutano i vecchi e danno il benvenuto ai bimbi

Da migliaia di anni, la ruota della vita gira senza darci il tempo.


D. Natsagdorj (1935)


Tradotto dalla lingua mongola: Tulgaa Bayantuul

N.B: Le foto sono da Discover Mongolia

domenica 9 agosto 2020

MONUMENTO AL SIGILLO CHE RAPPRESENTA LO STATO DI MONGOLIA

Il monumento "Sigillo di Stato" è stato costruito nel giardino retro del Palazzo del Governo con la gigantesca tigre posta al di sopra a guardia del Sigillo, con incisioni sui quattro lati la raffigurazione dei vari timbri di stato delle varie epoche della storia della MONGOLIA. Un’ incisione da un lato che rappresenta l’Impero Mongolo, un lato è inciso il timbro del Regno di Bogd Khaan, da un’altro lato è inciso il timbro che rappresenta la Repubblica Popolare della Mongolia costituita nel 1924 e il timbro della Mongolia approvata con la costituzione del 1992.

E  sul fondo di granito sono stati incise le (168) raffigurazioni dei timbri delle varie Tribù all'insegna del totale rispetto e sacralità.



Foto di Mr. Tulgaa.   Grazie Papà! 


domenica 15 settembre 2019

Altan Ovoo, Shiliin Bogd e Tooroi Bandi - Dariganga, Mongolia

Altan Ovoo* è uno dei vulcani spento da tempo e si trova vicino al centro di Dariganga Sum, Sukhbaatar Aimag (provincia di Sukhbaatar) e si trova al livello dal mare a 1354m. Questo posto è conosciuto anche come "Dari-Ovoo" e "Altan Dari Ovoo".

*Ovoo - sono i santuari, a forma di piramide formati da pietre, al centro un palo in legno fasciato dalle sciarpe blu, bianche e gialle (khadag), secondo le credenze, rappresentano i spiriti della natura.  

Altan Ovoo*

A 60 km a sud est di Dariganga sum, Sukhbaatar aimag, a 1778 metri dal livello dal mare, ci sono circa 200 vulcani spenti su questo altopiano di Dariganga, il più alto è il monte Shiliin Bogd. Il nome Bogd Uul fu successivamente aggiunto da influenze buddiste e fin dall'antichità, i mongoli lo chiamavano "Shiveet Shil" o "Agshuun" e lo adoravano come una monte sacra della steppa.  Questa montagna è la principale dal culto della gente del posto che abita nella parte meridionale di Sukhbaatar Aimag. 

E si dice che lo spirito di un uomo si rinasce, quando sale sul monte nel momento del sorgere il sole.

Monte Shiliin Bogd (foto da mn.wikipedia.org)


"Tooroi Bandi"

Tooroi Bandi (il "Robinhood della Mongolia") è una figura storica del XIX secolo, della provincia di Sukhbaatar, un brigante bandito che prese di mira i carri delle tasse governative e i governanti imperialisti della Manciuria. Era famoso per la ridistribuzione della ricchezza, rubando i cavalli e bestiame da fonti più ricche e dandoli a coloro che avevano meno. La sua reputazione lo ha reso così popolare che la gente del posto lo ha aiutato a fuggire dalla prigione ben due volte!
Alcuni mongoli si recano in pellegrinaggio nella città natale di Tooroi Bandi e rendono omaggio all'area in cui si nascondeva, intorno ad Altan Ovoo e alla montagna di Shiliin Bogd.

Tooroi Bandi o Nanzad, nacque nel 1834 in un luogo chiamato "Budariin Chuluu". Nanzad era un uomo di etnia "Tsahar" e negli anni '60 dell'Ottocento era un uomo ben noto non solo nelle otto contee, ma anche in tutto il Khalkha* (Khalkha* - Popolazione che rappresenta la maggior parte degli abitanti della Mongolia). 

Non c'e niente di scritto su di lui, ma ci sono molte vecchie leggende. 
Fin dalla età adolescente, è cresciuto in povertà con sua madre, e quando ha raggiunto età matura, ha guadagnato il rispetto e l'amore della gente della regione, condividendo il bottino di guerra contro ricchi principi e commercianti stranieri. Era anche un cantante di talento. Nanzad, nella vecchiaia viveva a "Budariin Chuluu", "Tavan Tolgoi" e "Shart Khad" e morì nel 1904. 

A 6 km a nord est del Lago Ganga, è stata eretta una statua di Tooroi Bandi su una delle piccole colline di "Tsagaan Ovoo". La statua raffigura Tooroi Bandi seduto con le mani sulle ginocchia tenendo con la mano sinistra una tazza, nel monumento ci sono anche un cappello, una pistola e una borsa accanto.
    

Statua di Tooroi Bandi, presso "Tsagaan Ovoo"*
 


*Le foto sono scattate da mio padre durante il viaggio a Sukhbaatar aimag, Mongolia. 
Grazie Papà. 



giovedì 6 settembre 2018

Poesia della Mongolia: Ch. Chimid “Sono nativo della Mongolia”

Ch. Chimid  

“Sono nativo della Mongolia” (1945)


Sono nato nella casa di un pastore della steppa

Il fumo del focolare profuma nell'area

La steppa è la mia terra fertile 

Penso che questa sia la mia culla.


Mentre guardo l'orizzonte con orgoglio, 

E la vasta steppa del mio paese come una nebbia azzurra,

Il vento della mia terra soffia come accarezzarmi,

Nel pensare, come fosse la mano di mia madre sfiorarmi, mi commuovo e

Le lacrime di gioia riempiono i miei occhi... 


Tradotto dalla lingua mongola: Tulgaa Bayantuul

lunedì 18 dicembre 2017

The Eagle Huntress Story by Asher Svidensky's Photography



La storia di una giovanissima addestratrice di Aquila della Mongolia - Le foto che hanno resa Aisholpan la celebrità mondiale.

Check out the story of Aisholpan - a very young eagle huntress of Mongolia.

http://www.svidensky.com/projects/the-eagle-huntress

domenica 19 marzo 2017

Bogd Khaan's Gher

Bogd Gegeen's Gher

Foto: dal Libro “Mongolian Fine Arts and Crafts”,1986-88 UB Mongolia 

Bogd Gegeen's Gher covered with 150 pcs of snow leopard

Bogd Gegeen's Gher - Toono 


 Throne of the King and the Queen


lunedì 28 marzo 2016

I. RACHEWILTZ - THE SECRET HISTORY OF THE MONGOLS


Description

The Secret History of the Mongols: A Mongolian Epic Chronicle of the Thirteenth Century is a shortened version of the three volumes of Igor de Rachewiltz’s similarly-titled work published by Brill in 2004 and 2013. 
It includes the full translation with a few notes, but omits the extensive introduction explaining the nature and origin of the text, the detailed commentary concerning linguistic and historical aspects of the text, and the exhaustive bibliography of the original. Included are the genealogical table and two maps from 2004, a shorter version of two indexes, and a very brief list of works cited.

Publication Date

12-2015

Publisher

Igor de Rachewiltz

City

Canberra, Australia

Keywords

Mongolian language, 13th century, Genghis Khan, Ogedei Khank, Mongols History, China History, Yuan Dynasty 1260-1368

Disciplines

Asian History | East Asian Languages and Societies

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Source: http://cedar.wwu.edu/cgi/viewcontent.cgi?article=1003&context=cedarbooks



domenica 15 febbraio 2015

KHARKHORUM KHOT - CITTA’ DI KHARKHORUM


KHARKHORUM KHOT  - CITTA’ DI KHARKHORUM

Nel corso dei secoli, c’era un’antica tradizione nel territorio Mongolo, che la popolazione e le tribù aspiravano di stabilirsi e costruire il loro stato e la capitale, lungo la sponda del Fiume Orkhon e nella cresta orientale dei Khangai.
Territori che sceglievano per costruire le città dovevano essere strategicamente adatte sia geograficamente che economicamente, con facilità di collegamento strade e comunicazione, con condizione climatica favorevole per sviluppare l’agricoltura, coltivare la terra per le loro famiglie e per le mandrie.
Storia iniziale di costruzione di Kharkhorum, la capitale dell’impero Mongolo risale dal VIII secolo. Poi nel XIII secolo Chinggis Khaan ha deciso di stabilire la capitale dell’impero Mongolo nel vasto territorio tra il fiume Orkhon e Monte Khar Khyremt.
In questa terra una volta il principe del Khereid stabilì la sua residenza, successivamente  diventò una grande armeria militare dell’impero Mongolo.
Dopo il morte di Chinggis Khaan, il figlio Ogoodei Khaan ha cominciato ad estendere la città dal 1235 costruendo  fortezze, è iniziò la costruzione del grande palazzo delle "Diecimila Benedizioni" - “Tymen Amgalant”.
Il palazzo delle "Diecimila Benedizioni" di Ogoodei Khaan era una bellezza unica dell’epoca e stato costruito sud ovest della città, con mura di recinzione in forma quadrata.
Durante gli scavi archeologici del 1948-1949, guidati da S.B. Kisel’ov e Kh. Perlee, sono stati evidenziati che il palazzo delle "Diecimila Benedizioni" era costruito su una fondazione rialzata, fatta da pietra naturale e con una sala principale con 64 colonne. Il pavimento della sala principale era rivestito con i mattoni smaltati di colore verde e l’intero edificio era coperto con tegole verniciate di colore verde rosso e giallo, lucidate e i muri interni erano rifiniti con dei ritratti.
Numerose costruzione, edifici dell’impero Mongolo del XIII secolo, usavano le stesse tecniche di rifiniture smaltate di colori forti e questa tecnica stata scoperta e confermata durante gli scavi delle città e palazzi costruiti in quell’epoca, ad esempio Avarga Ord (Palazzo del Gigante), Palazzo del Munkh Khaan, Città di Elestei, Città di Kharkhiraa, e Dund Ergiin Khot.
All'epoca usavano comunemente l’arte della lavorazione delle pietre, e questa si evidenzia nella maggior parte della costruzione del Kharakhorum, le scale dei palazzi, fondazione delle colonne, decorazioni interne, monumenti e le loro fondazioni, le grandi Tartarughe sono state realizzate in pietra naturale.  
A 20 km ovest della città di Kharakhorum, foce di Sabbia (“Elstiin am”) del fiume Orkhon è situato il giacimento di granito di finissima qualità che nel XIII secolo era il più grande centro di artigiani che lavoravano le pietre naturali.       
Antica capitale dell’impero Mongolo, il Kharakhorum, a suo tempo era l’incrocio delle strade della Via della Seta, che collegava  l’Oriente con l’Occidente. 

L’attuale Monastero “Erdene Zuu” – “Cento Tesori” è stato costruito su rovine della città di Kharakhorum all'inizio del 1586, circondate dalle 108 stupa e possenti torri è rimane il più antico monastero buddista della Mongolia dove si possono ammirare i lavori dell’importanti artigiani Buddisti d’epoca e ascoltare le preghiere durante la cerimonia Buddista. 

Al giorno d’oggi, i monumenti delle grandi Tartarughe di granito che si trovano nella città di Kharakhorum  è il simbolo di eternità, che prima di tutto aveva la funzione di proteggere la città e il secondo, indicavano l’ingresso ai vari palazzi.





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Libri e sorgenti:
1. Kh. Perlee – “Sommario della città e urbane del periodo antico e medioevo della Mongolia”, Ulaanbaatar, Edizione 1961
2. D. Clements  “Archeologicheskii Dnevnik poezdki v Srednuyu Mongoliyu v 1891. Sbornik trudov Orkhonskoi ekspeditsii 1895.” - “Agenda di spedizione archeologica in Mongolia del 1891- Raccolta lavori del spedizione Orkhon” 
3. “STORIA E CULTURA NEI TERRITORI DELLA MONGOLIA”, Ulaanbaatar, Edizione 1999, page 189.

sabato 25 gennaio 2014

Capodanno Lunare Mongolo 2014 - Tsagaan Sar

Quest’anno la Mongolia festeggia il Tsagaan Sar - Capodanno Lunare, il 31 Gennaio 2014, ma già si comincia a festeggiare alla sera del 30 Gennaio 2014*** – Bituun, la Vigilia  di Tsagaan Sar.

Tanti auguri di buon auspicio a tutti, nell'anno del Cavallo !

Foto: da mn.wikipedia.org

Монгол түмэн минь
элгээрээ энх амгалан,
төрлөөрөө төвшин сайхан,
юу санасан есөн цагаан хүсэл нь сэтгэлчилэн бүтэж байхын
өлзийтэй ерөөлийг өөд өөд нь өргөн дэвшүүлье .

Угтан золгож буй жилдээ төр маань түвшин, 
түмэн олон маань амар амгалан байж,
эх орны минь хөгжил дэвшилд шинэхэн ахиц, амжилт бүтээл арвин байг.


Сар шинэдээ сайхан шинэлээрэй!


 
 
*** L. Terbish - Calendario Mongolo 2013-2014 ( Mongol Zurkhain Tsag Toonii Bichig).
 

domenica 15 settembre 2013

GENGHIS KHAN E LA FORMAZIONE DEL MONDO MODERNO - di JACK WEATHERFORD



"Genghis Khan e la formazione del Mondo Moderno" 


Sappiamo il fatto che l'Impero mongolo estese il suo dominio dalla penisola Coreana in Oriente su tutta la costa di Mediterraneo, da est Europa, a tutta la Russia, e a Sud, dell'Indonesia, compreso la Malesia, Vietnam e India del nord.

“Gengis Khan e la formazione del mondo moderno” è stato scritto da Jack Weatherford, professore di antropologia alla Macalester College in Minnesota. Il suo libro è ben noto come un lavoro di storia popolare. Il libro racconta la storia della vita, l'influenza e l'eredità di Gengis Khan, attraverso i suoi successori fino ai giorni nostri. Jack Weatherford si concentra su una serie di testi storici recentemente portati alla luce e tradotti, che non erano disponibili nei secoli passati, come ad esempio la storia segreta dei Mongoli. 

“Gengis Khan e la formazione del mondo moderno" è effettivamente un tentativo prolungato di riabilitare l'immagine di Gengis Khan in una luce molto più positiva di quanto è normale per la storiografia occidentale.


Revisionismo storico:
Jack Weatherford ha l'idea ben chiara nel scrivere suo libro “Gengis Khan e la formazione del Mondo Moderno”. Storiografia occidentale, per i secoli, ha rappresentato i mongoli, Gengis Khan e l'impero mongolo come brutale, selvaggio e incivile. Essi sono stati demonizzati come orde asiatiche, conquistatori feroci e distruttore di culture in Europa e in Asia.
Ma Weatherford sostiene che non è così. Invece, lui fa notare che gli europei nel Rinascimento ha tenuto i mongoli di altissima stima, e che i mongoli governavano per consenso, piuttosto che la burocrazia, e sostiene che i mongoli hanno divulgato questo sistema in molte parti del loro impero.
Prospettiva:
Jack Weatherford, l'autore di "Gengis Khan e la formazione del Mondo Moderno",
utilizza tre principali testi non occidentali, tra cui la "Storia Segreta dei Mongoli". 
Secondo il preconcetto di  Weatherford, è la sua espressa volontà di riabilitare l'immagine dell'impero mongolo, agli occhi degli storici occidentali e la cultura occidentale in generale. Weatherford considera che il Gengis Khan è stato uno dei grandi e nobili sovrani della storia, e solo con l'Illuminismo è stato convertito in un selvaggio barbaro. 
Il libro è profondamente revisionista ed è molto amichevole per i mongoli, e Jack Weatherford  descrive il "Khan" come un uomo profondamente devoto alla lealtà, alla scienza paternalistica e al libero scambio d'idee.
"Gengis Khan e la formazione del Mondo Moderno", cita:
"Fate did not hand Genghis Khan his destiny, he made it for himself"
(Introduzione, p . xvi)
" Questo libro rappresenta i punti salienti delle nostre scoperte, senza relazionare della minuzia di clima e del cibo, né le stranezze personalità dei ricercatori e le persone che abbiamo incontrato lungo la strada. L'obiettivo principale della missione di questo lavoro: e da capire Gengis Khan e il suo impatto nella storia del mondo ". (Introduzione, p . XXXV).



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Fonte:  JACK WEATHERFORD "Genghis Khan and the Making of the Modern World"  su book.google.com

giovedì 9 maggio 2013

LA STORIA SEGRETA DEI MONGOLI




La Storia Segreta dei Mongoli è la più antica opera storica e letteraria del XIII secolo in lingua mongola, contiene molti elementi della letteratura popolare e poesia, e riporta la genealogie,  gli avvenimenti della giovinezza di Chinggis Khaan (Temuujin) e la sua ascesa al potere “Sovrana Universale”, nonché i legami tra i personaggi della famiglia reale storica.

La storia dello sviluppo di questa opera conferma che i poemi erano di autori anonimi ed erano tramandati da una generazione all'altra. E’ detta “segreta” poiché era originariamente destinata alla sola famiglia reale.

La fine della storia segreta, il paragrafo 282 fu considerato scritto durante il “Grande Huraldai” nel settimo mese dell’anno del topo 1240, presso a Khodoo Aral di Kherlen, fra Doloon Boldog  e Shilkhintseg.

La storia segreta dei Mongoli inizia con una genealogia della famiglia di Temuujin, a partire dall'unione dei antenati mitici "Bortè Chono" e "Goo Maral"...
... "Gli antenati di Chinggis Khaan ritornano a Bortè Chono, nato dal Cielo Supremo. Sua moglie era Goo Maral. Hanno viaggiato attraverso gli oceani e fiumi, e si stabilirono sulle rive del fiume Onon, nelle montagne di Burkhan Khaldun, e ha dato alla luce un figlio di nome Battsagaan (Batachihan)". E cosi inizia il paragrafo 1.1 della "Storia Segreta dei Mongoli".    

La descrizione della vita Temuujin inizia con l’incontro di sua madre Oelun e di suo padre Yesukhei (uno dei 4 figli di Bartan Baatar). Poi racconta i primi anni di vita di Temuujin, i tempi duri dopo l’assassinio di suo padre, e i numerosi conflitti, guerre e complotti che deve affrontare prima di guadagnarsi il titolo di Chinggis Khaan nel 1206. Inoltre, racconta le campagne di conquista di Chinggis Khaan e di suo figlio Ogoodei in Eurasia, e il testo si conclude con le riflessioni di Ogoodei su ciò che aveva fatto di giusto o di sbagliato. Il racconto si concentra più sulla storia dell’Impero Mongolo che su come questo sia stato creato ed espanso.
*** Le uniche copie dell’opera pervenute sono trascrizioni del testo mongolo originario in caratteri cinesi, accompagnate da un glossario tra le righe (talvolta più corto del testo originale) e dalla traduzione in cinese di ogni sezione. In Cina quest’opera è divenuta nota durante la Dinastia Ming come testo per insegnare ai cinesi a leggere e scrivere in mongolo e la traduzione in cinese è stata citata in numerose opere storiche. Tuttavia già nel XIX secolo la sua diffusione era molto limitata.

Bargiin Tsend (il "Conte" Tsend - Цэнд Гүн mong.) è stato il primo accademico mongolo a traslitterare la “Storia Segreta dei Mongoli” nei caratteri mongoli moderni tra il 1915-1917. 
ll primo occidentale a scoprire la “Storia Segreta” e ad offrirne una traduzione dal glossario cinese è stato il russo Palladiy Kafarov*** nel 1866 (Petr Ivanovich Kafarov(1817-1878)*, missionario ortodosso "padre Palladiy" ha vissuto 38 anni in Cina e studiò la lingua cinese a Pechino) e ricostruì il testo originale mongolo e lo tradusse in lingua russa.
*** Le prime traduzioni a partire dalla translitterazione di Tsend Gun sono quelle del sinologo tedesco Erich Haenisch (la prima edizione del testo in mongolo moderno è del 1937, quella della traduzione è del 1941, seguita dalla seconda traduzione nel 1949).***
Il studioso e accademico russo, celebre mongolista Sergej Andreevich Kozin (1879-1956)* ha pubblicato la Storia Segreta nel 1941 in lingua russa "Sokrovennoe Skazanie - Mongolskaya Khronica", alle quale dedicò 15 lunghi anni di studi.
***Arthur Waley ha pubblicato una traduzione parziale della “Storia Segreta” in inglese, ma la prima traduzione completa fu ad opera di Francis Woodman Cleaves. 
In Italia è stato tradotto da Maria Olsùfieva nel 2000, a cura di Sergej Kozin. ***  
Molte vicende, e  i fatti della Storia Segreta appaiono nella cronaca mongola del XVII secolo “Altan Tovch”  ("Cronache d’Oro”), e riporta le genealogia dei grandi khaan dell’Impero Mongolo, dal periodo di Chinggis Khaan fino al periodo di Ligden Khaan. Accademico mongolo Ts. Damdinsuren dedicò quasi 20 anni della sua vita nello studio di “Storia Segreta dei Mongoli” e di “Cronache d’Oro”.     
La storia segreta dei mongoli rimane l’unica e più significativa scrittura su Chinggis Khaan fino ad oggi e rappresenta la fonte più ricca per lo studio della lingua mongola, sia in Mongolia che nel resto del mondo.
I accademici mongoli B.Tsend, Ts.Damdinsuren, Luvsandanzan, D. Tserensodnom, Sh. Bira, e i studiosi stranieri Petr Ivanovich Kafarov, Sergej Andreevich Kozin, Erich Haenisch, Francis Woodman Cleaves, Sh. Ozawa, I. Rachewiltz hanno contribuito molto nello studio di questa straordinaria scrittura.
Nel 2008 è uscita la “edizione classica” della Storia Segreta dei Mongoli, in lingua moderna mongola, a seguito dell’ordine (18  Febbraio 2004) del Presidente della Mongolia, invitando tutti i mongoli di apprezzare questa antica opera letteraria della Mongolia.
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Libri e sorgenti:
I dati e nomi storici Rif. al Libro:
1.    Ts. Damdinsuren. La Storia Segreta dei Mongoli, Ulaanbaatar, 4ta edizione 1990.  
2.    La Storia Segreta dei Mongoli, Ulaanbaatar, edizione classica 2008
3.    Sh. Bira. The Mongolian Conception of Chinggis Khaan, Ulaanbaatar, 1991
4.    *** http://it.wikipedia.it
5.    *The Great Soviet Encyclodepia,  3rd edition, 1970-1979 (The Gale Group Inc, copyright 2010)