domenica 19 marzo 2017

Bogd Khaan's Gher

Bogd Gegeen's Gher

Foto: dal Libro “Mongolian Fine Arts and Crafts”,1986-88 UB Mongolia 

Bogd Gegeen's Gher covered with 150 pcs of snow leopard

Bogd Gegeen's Gher - Toono 


 Throne of the King and the Queen


lunedì 28 marzo 2016

I. RACHEWILTZ - THE SECRET HISTORY OF THE MONGOLS


Description

The Secret History of the Mongols: A Mongolian Epic Chronicle of the Thirteenth Century is a shortened version of the three volumes of Igor de Rachewiltz’s similarly-titled work published by Brill in 2004 and 2013. 
It includes the full translation with a few notes, but omits the extensive introduction explaining the nature and origin of the text, the detailed commentary concerning linguistic and historical aspects of the text, and the exhaustive bibliography of the original. Included are the genealogical table and two maps from 2004, a shorter version of two indexes, and a very brief list of works cited.

Publication Date

12-2015

Publisher

Igor de Rachewiltz

City

Canberra, Australia

Keywords

Mongolian language, 13th century, Genghis Khan, Ogedei Khank, Mongols History, China History, Yuan Dynasty 1260-1368

Disciplines

Asian History | East Asian Languages and Societies

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Source: http://cedar.wwu.edu/cgi/viewcontent.cgi?article=1003&context=cedarbooks



domenica 15 febbraio 2015

KHARKHORUM KHOT - CITTA’ DI KHARKHORUM


KHARKHORUM KHOT  - CITTA’ DI KHARKHORUM

Nel corso dei secoli, c’era un’antica tradizione nel territorio Mongolo, che la popolazione e le tribù aspiravano di stabilirsi e costruire il loro stato e la capitale, lungo la sponda del Fiume Orkhon e nella cresta orientale dei Khangai.
Territori che sceglievano per costruire le città dovevano essere strategicamente adatte sia geograficamente che economicamente, con facilità di collegamento strade e comunicazione, con condizione climatica favorevole per sviluppare l’agricoltura, coltivare la terra per le loro famiglie e per le mandrie.
Storia iniziale di costruzione di Kharkhorum, la capitale dell’impero Mongolo risale dal VIII secolo. Poi nel XIII secolo Chinggis Khaan ha deciso di stabilire la capitale dell’impero Mongolo nel vasto territorio tra il fiume Orkhon e Monte Khar Khyremt.
In questa terra una volta il principe del Khereid stabilì la sua residenza, successivamente  diventò una grande armeria militare dell’impero Mongolo.
Dopo il morte di Chinggis Khaan, il figlio Ogoodei Khaan ha cominciato ad estendere la città dal 1235 costruendo  fortezze, è iniziò la costruzione del grande palazzo delle "Diecimila Benedizioni" - “Tymen Amgalant”.
Il palazzo delle "Diecimila Benedizioni" di Ogoodei Khaan era una bellezza unica dell’epoca e stato costruito sud ovest della città, con mura di recinzione in forma quadrata.
Durante gli scavi archeologici del 1948-1949, guidati da S.B. Kisel’ov e Kh. Perlee, sono stati evidenziati che il palazzo delle "Diecimila Benedizioni" era costruito su una fondazione rialzata, fatta da pietra naturale e con una sala principale con 64 colonne. Il pavimento della sala principale era rivestito con i mattoni smaltati di colore verde e l’intero edificio era coperto con tegole verniciate di colore verde rosso e giallo, lucidate e i muri interni erano rifiniti con dei ritratti.
Numerose costruzione, edifici dell’impero Mongolo del XIII secolo, usavano le stesse tecniche di rifiniture smaltate di colori forti e questa tecnica stata scoperta e confermata durante gli scavi delle città e palazzi costruiti in quell’epoca, ad esempio Avarga Ord (Palazzo del Gigante), Palazzo del Munkh Khaan, Città di Elestei, Città di Kharkhiraa, e Dund Ergiin Khot.
All'epoca usavano comunemente l’arte della lavorazione delle pietre, e questa si evidenzia nella maggior parte della costruzione del Kharakhorum, le scale dei palazzi, fondazione delle colonne, decorazioni interne, monumenti e le loro fondazioni, le grandi Tartarughe sono state realizzate in pietra naturale.  
A 20 km ovest della città di Kharakhorum, foce di Sabbia (“Elstiin am”) del fiume Orkhon è situato il giacimento di granito di finissima qualità che nel XIII secolo era il più grande centro di artigiani che lavoravano le pietre naturali.       
Antica capitale dell’impero Mongolo, il Kharakhorum, a suo tempo era l’incrocio delle strade della Via della Seta, che collegava  l’Oriente con l’Occidente. 

L’attuale Monastero “Erdene Zuu” – “Cento Tesori” è stato costruito su rovine della città di Kharakhorum all'inizio del 1586, circondate dalle 108 stupa e possenti torri è rimane il più antico monastero buddista della Mongolia dove si possono ammirare i lavori dell’importanti artigiani Buddisti d’epoca e ascoltare le preghiere durante la cerimonia Buddista. 

Al giorno d’oggi, i monumenti delle grandi Tartarughe di granito che si trovano nella città di Kharakhorum  è il simbolo di eternità, che prima di tutto aveva la funzione di proteggere la città e il secondo, indicavano l’ingresso ai vari palazzi.





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Libri e sorgenti:
1. Kh. Perlee – “Sommario della città e urbane del periodo antico e medioevo della Mongolia”, Ulaanbaatar, Edizione 1961
2. D. Clements  “Archeologicheskii Dnevnik poezdki v Srednuyu Mongoliyu v 1891. Sbornik trudov Orkhonskoi ekspeditsii 1895.” - Agenda di spedizione archeologica in Mongolia del 1891- Raccolta lavori del spedizione Orkhon” 
3. “STORIA E CULTURA NEI TERRITORI DELLA MONGOLIA”, Ulaanbaatar, Edizione 1999, page 189.

sabato 25 gennaio 2014

Capodanno Lunare Mongolo 2014 - Tsagaan Sar

Quest’anno la Mongolia festeggia il Tsagaan Sar - Capodanno Lunare, il 31 Gennaio 2014, ma già si comincia a festeggiare alla sera del 30 Gennaio 2014*** – Bituun, la Vigilia  di Tsagaan Sar.

Tanti auguri di buon auspicio a tutti, nell'anno del Cavallo !

Foto: da mn.wikipedia.org

Монгол түмэн минь
элгээрээ энх амгалан,
төрлөөрөө төвшин сайхан,
юу санасан есөн цагаан хүсэл нь сэтгэлчилэн бүтэж байхын
өлзийтэй ерөөлийг өөд өөд нь өргөн дэвшүүлье .

Угтан золгож буй жилдээ төр маань түвшин, 
түмэн олон маань амар амгалан байж,
эх орны минь хөгжил дэвшилд шинэхэн ахиц, амжилт бүтээл арвин байг.


Сар шинэдээ сайхан шинэлээрэй!


 
 
*** L. Terbish - Calendario Mongolo 2013-2014 ( Mongol Zurkhain Tsag Toonii Bichig).
 

domenica 15 settembre 2013

GENGHIS KHAN E LA FORMAZIONE DEL MONDO MODERNO - di JACK WEATHERFORD



"Genghis Khan e la formazione del Mondo Moderno" 


Sappiamo il fatto che l'Impero mongolo estese il suo dominio dalla penisola Coreana in Oriente su tutta la costa di Mediterraneo, da est Europa, a tutta la Russia, e a Sud, dell'Indonesia, compreso la Malesia, Vietnam e India del nord.

“Gengis Khan e la formazione del mondo moderno” è stato scritto da Jack Weatherford, professore di antropologia alla Macalester College in Minnesota. Il suo libro è ben noto come un lavoro di storia popolare. Il libro racconta la storia della vita, l'influenza e l'eredità di Gengis Khan, attraverso i suoi successori fino ai giorni nostriJack Weatherford si concentra su una serie di testi storici recentemente portati alla luce e tradotti, che non erano disponibili nei secoli passati, come ad esempio la storia segreta dei Mongoli

“Gengis Khan e la formazione del mondo moderno" è effettivamente un tentativo prolungato di riabilitare l'immagine di Gengis Khan in una luce molto più positiva di quanto è normale per la storiografia occidentale.


Revisionismo storico:
Jack Weatherford ha l'idea ben chiara nel scrivere suo libro “Gengis Khan e la formazione del Mondo Moderno”. Storiografia occidentale, per i secoli, ha rappresentato i mongoli, Gengis Khan e l'impero mongolo come brutale, selvaggio e incivile. Essi sono stati demonizzati come orde asiatiche, conquistatori feroci e distruttore di culture in Europa e in Asia.
Ma Weatherford sostiene che non è così. Invece, lui fa notare che gli europei nel Rinascimento ha tenuto i mongoli di altissima stima, e che i mongoli governavano per consenso, piuttosto che la burocrazia, e sostiene che i mongoli hanno divulgato questo sistema in molte parti del loro impero.
Prospettiva:
Jack Weatherford, l'autore di "Gengis Khan e la formazione del Mondo Moderno",
utilizza tre principali testi non occidentali, tra cui la "Storia Segreta dei Mongoli". 
Secondo il preconcetto di  Weatherford, è la sua espressa volontà di riabilitare l'immagine dell'impero mongolo, agli occhi degli storici occidentali e la cultura occidentale in generale. Weatherford considera che il Gengis Khan è stato uno dei grandi e nobili sovrani della storia, e solo con l'Illuminismo è stato convertito in un selvaggio barbaro. 
Il libro è profondamente revisionista ed è molto amichevole per i mongoli, e Jack Weatherford  descrive il "Khan" come un uomo profondamente devoto alla lealtà, alla scienza paternalistica e al libero scambio d'idee.
"Gengis Khan e la formazione del Mondo Moderno", cita:
"Fate did not hand Genghis Khan his destiny, he made it for himself"
(Introduzione, p . xvi)
" Questo libro rappresenta i punti salienti delle nostre scoperte, senza relazionare della minuzia di clima e del cibo, né le stranezze personalità dei ricercatori e le persone che abbiamo incontrato lungo la strada. L'obiettivo principale della missione di questo lavoro: e da capire Gengis Khan e il suo impatto nella storia del mondo ". (Introduzione, p . XXXV).



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Fonte:  JACK WEATHERFORD "Genghis Khan and the Making of the Modern World"  su book.google.com